Varese: L’Ippodromo fa gola a tanti, ma è della città

Polemiche, controlli, dibattiti incessanti hanno caratterizzato gli ultimi mesi dell’Ippodromo di Varese

Da qualche tempo l’Ippodromo di Varese è al centro del dibattito, delle cronache, delle commissioni. E non per ragioni sportive. Il braccio di ferro tra Varesina Corse e allenatori, le aperture a singhiozzo di quest’ultima stagione, i controlli dell’Ispettorato del Lavoro predisposti nel bel mezzo del Premio Ermolli, sono tappe di un percorso accidentato che rende l’idea di quanto la situazione sia critica e di come l’impianto delle Bettole si ritrovi conteso e strattonato.
Non serve un sociologo per intuire quanto possa fare gola una simile realtà: storica, ampia, ancora elegante, incastonata in un comparto strategico, complici la sempre più attrattiva Ice Arena e il nuovo centro tennistico targato Schiavone.
Altrettanto facile intuire che, a una Varesina Corse che basa la propria attività sull’ippica, possono contrapporsi visioni alternative, interessate più alla scatola che al contenuto.
Ma un dato andrebbe tenuto bene a mente: indipendentemente da proprietà, gestione e appetiti vari, l’Ippodromo è e deve restare un patrimonio della città. Trasformarlo in un “ring” non giova a nessuno.

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