La tecnica dell' "apri e chiudi" consente a diverse aziende, operanti nello stesso settore, di passarsi il testimone senza soluzione di continuità, cumulando debiti con il fisco e cedendo continuamente l'attività a teste di legno e prestanome.
Lo spiega la Guardia di Finanza, che ha chiuso un opificio cinese di Busto Arsizio.
L'attività, impegnata nel settore dell'abbigliamento, è risultata indifferente a qualunque norma relativa alla sicurezza sul lavoro e all'igiene.
A seguito dei successivi controlli, il titolare è risultato l'ex dipendente del precedente imprenditore, del quale aveva "ereditato" capannone, macchinari e fornitori e che risultava gravato da un debito con l'Agenzia delle Entrate pari a 150 mila€.
Ed ecco confermato lo stratagemma di cui sopra: l'apertura e la chiusura a stretto giro di attività, che beneficiano di sconti fiscali, pagano in nero, accumulano debiti e crediti fittizi e poi scompaiono, per riapparire sotto altra forma.