Gallarate: Ospedale, battaglia dei numeri. Letti o stanze?

Dopo le denunce sul taglio posti letto, si accende il confronto politico. Cassani parla di “disinformazione”
svg%3E

Il progetto del nuovo ospedale Busto-Gallarate continua a essere al centro di una dura contrapposizione politica. Dopo la presentazione dello studio di fattibilità approvato il 12 marzo, che indica un totale di 773 posti letto – comprensivi di 109 “tecnici” – le opposizioni locali hanno denunciato un drastico ridimensionamento rispetto ai 1.216 attualmente disponibili tra gli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate.

Secondo i consiglieri di minoranza, la perdita di 443 posti letto è “inaccettabile”, specie alla luce dell’investimento previsto di oltre 440 milioni di euro. A sostegno della critica, il capogruppo del PD Giovanni Pignataro ha parlato di numeri “sconvolgenti” e di una violazione dell’Accordo di Programma.

Dalla Direzione Generale dell’ASST la replica, “I posti letto previsti sono quelli inseriti nell’Accordo di programma sottoscritto che si basa sulle indagini epidemiologiche e demografiche di Ats Insubria e Regione Lombardia per rispondere ai reali bisogni di salute della popolazione. Semmai oggi, e il Grande Ospedale della Malpensa ne sarà un esempio concreto, si va verso la realizzazione di infrastrutture “flessibili”, come da linee guida sviluppate dal progetto Next Generation Hospital e realizzate dalla piattaforma di ricerca JRP Healthcare Infrastructures del Politecnico di Milano. Saranno dunque realizzate 611 stanze, altamente confortevoli e moderne, che potranno essere utilizzate sia come singole che come doppie raggiungendo potenzialmente, in questo caso, i 1200 posti letto il dato dei 773 posti include sia quelli ordinari sia i tecnici, e che le nuove 611 stanze previste potranno essere usate anche in modalità doppia, portando la capienza potenziale fino a 1.200 posti letto”.

Il sindaco Andrea Cassani è intervenuto con forza sul tema, accusando le opposizioni di fare “disinformazione” e di usare numeri non corretti per generare allarme e raccogliere consenso. In una serie di storie pubblicate sui social, ha ridimensionato la portata delle critiche, sostenendo che il progetto è in linea con le previsioni dell’Accordo di Programma e che le polemiche nascono da interpretazioni distorte.

Nel frattempo, alcune associazioni stanno organizzando una nuova manifestazione sul tema sanità, prevista per il 12 aprile. Tuttavia, anche questa iniziativa è stata accolta con scetticismo da parte della maggioranza, che la interpreta come un’azione più politica che realmente utile al dibattito pubblico.

Il clima resta teso e il tema sanitario, con le sue ricadute dirette sulla cittadinanza, rischia di trasformarsi ancora una volta in terreno di scontro. Intanto, i cittadini attendono risposte concrete su servizi, accessibilità e reale capacità del futuro ospedale.