Comincia ad intravedersi il futuro del Sant’Antonio Abate, dopo che sarà operativo il grande ospedale della Malpensa: secondo la lunga valutazione di Arexpo arrivata il 7 marzo, l’area del vecchio sedime ospedaliero verrà completamente rigenerata, mantenendo alcuni servizi socio-sanitari, ma aprendosi anche a nuove funzioni e ad ulteriori servizi per la città. Il progetto, elaborato da Arexpo e attualmente in fase di condivisione con ASST Valle Olona e il Comune, “sarà illustrato a maggio”, secondo quanto ha detto il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani che sperava invece in una maggiore celerità.
Ancora in fase di studio preliminare, il progetto punta alla rigenerazione urbana dell’intero comparto. Lo studio, parte della Fase A3, restituisce una “Carta delle Potenzialità” utile a guidare la stesura di un futuro masterplan strategico.
“La cosa positiva – ha spiegato il sindaco di Gallarate – è che rispetto alle prime bozze è aumentato lo spazio dedicato ai servizi socio-sanitari. Questo permetterà di realizzare l’ospedale di comunità proprio all’interno del Sant’Antonio Abate, come promesso dalla maggioranza e dal presidente della Regione Attilio Fontana”.
Alla luce del quadro esigenziale emerso dai confronti con ASST e l’Amministrazione Comunale, sono stati ipotizzati due scenari di possibili dismissioni entrambi che prevedono il mantenimento di funzioni socio-sanitarie al Padiglione Polimedico est e a Palazzo Boito, differenziando per Polimedico Ovest.
Il piano, inoltre, prevede una trasformazione urbana profonda e articolata:
• la creazione di nuove residenze temporanee, tra cui alloggi per anziani (senior housing), studenti e co-living,
• l’attivazione di spazi verdi pubblici, giardini terapeutici, corti interne, playground e orti di comunità,
• il rafforzamento della mobilità dolce, con piste ciclabili e percorsi pedonali che collegheranno l’area al centro storico, alla stazione e al museo MAGA,
• una nuova connessione con la città pubblica, grazie alla rimozione di recinzioni e alla riqualificazione di via Fogazzaro e via Minzoni.
Il progetto mira a “garantire un certo grado di mixitè funzionale potenziando i servizi esistenti e favorendo il welfare di quartiere” si legge nella relazione, oltre all’inclusività e sostenibilità ambientale, con soluzioni che favoriscano la socialità intergenerazionale, la resilienza ambientale e il benessere urbano.