“Pornoattore educatore? Francamente non ho ancora capito di cosa avrebbe dovuto parlare. Ho come l’impressione che sia più un tentativo di autocelebrazione.” Con queste parole l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, ha commentato la vicenda che ha visto protagonista Max Felicitas, attore pornografico, il cui incontro con gli studenti dell’Istituto Ponti di Gallarate è stato annullato scatenando diverse polemiche.
L’incontro, pensato per affrontare temi legati all’educazione sessuale, al bullismo e ai pericoli della rete, è stato bloccato dopo le pressioni esercitate dal movimento Pro Vita & Famiglia, che ha contestato la scelta di invitare un esponente dell’industria pornografica in un contesto scolastico.
Nonostante l’annullamento, Felicitas si è presentato davanti alla scuola il 3 marzo, imbavagliato e incatenato, per protestare contro quella che ha definito una discriminazione basata sulla sua professione. L’attore ha dichiarato di voler sensibilizzare i giovani su tematiche delicate, sottolineando di aver vissuto in prima persona episodi di bullismo.
La vicenda ha acceso un dibattito sulla scelta degli interlocutori più adatti per trattare argomenti sensibili con gli studenti, dividendo opinione pubblica e istituzioni tra chi ritiene inopportuna la presenza di un attore pornografico in un’aula scolastica e chi, invece, difende la necessità di affrontare apertamente queste tematiche con i ragazzi.